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I palloncini #liberailtuosogno nelle piazze di nove città venete  per la decima giornata europea contro la tratta: gli assistenti sociali veneti primi ad aderire tra gli ordini  professionaliliberailyuosogno

Aumentano anche in Veneto le vittime, in particolare giovani ragazze nigeriane, spesso minorenni. In Veneto attivo il progetto N.A.VE – Network Antitratta per il Veneto, con capofila il Comune di Venezia. La presidente dell’Ordine Monica Quanilli: «Positivo anche l’impegno della Regione, ma serve più coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti».

Padova, 18 ottobre 2016 – Sono nove - Castelfranco Veneto, Chioggia, Mira, Padova, Spinea, Treviso, Verona, Vicenza e Venezia – le città del Veneto in cui martedì 18 ottobre, alle 12 (in un caso alle 18), in occasione della decima Giornata Europea contro la tratta di esseri umani, vengono liberati i palloncini con il messaggio #LIBERAILTUOSOGNO, per liberare così simbolicamente, il sogno di molti bambini, donne e uomini del pianeta che vengono sfruttati. Un’iniziativa promossa dal Numero Verde Antitratta del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri a cui aderisce, primo tra gli Ordini professionali, anche l'Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto.

Da settembre, infatti, gli Assistenti Sociali del Veneto sono partner del nuovo progetto N.A.VE – Network Antitratta per il Veneto, che ha il Comune di Venezia come capofila, assieme a tutti i comuni capoluogo di provincia del Veneto, alla Regione, alcune Aziende ULSS, alle Forze dell'Ordine e molti altri soggetti pubblici e del privato sociale.

Secondo quanto osservato dai professionisti veneti impegnati su questo fronte, purtroppo il fenomeno è sempre più diffuso anche, con una presenza maggiore di forme di sfruttamento sessuale, con una forte crescita delle giovani donne nigeriane, anche minorenni, costrette alla prostituzione in strada in quasi tutte le province venete.. La condizione dei minori preoccupa particolarmente, specialmente per quanto riguarda le giovani nigeriane, che spesso non dichiarano la reale età e che si trovano a dover ripagare alle reti che le controllano somme che oscillano tra i 30 e i 40 mila euro, vivendo in condizioni di vera e propria schiavitù.

Come sottolineato dal Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali Gianmario Gazzi, nel nostro Paese e in Europa, «questo odioso e intollerabile fenomeno è in crescita vistosa. Ne è vittima, nella sola Unione Europea, circa un milione di persone. L’industria del traffico di merce umana è legata, nel mondo, per circa l’80% allo sfruttamento sessuale di cui il 20% vede coinvolti minori. Ma vi sono forme di tratta di esseri umani anche nelle nuove schiavitù nal lavoro: in agricoltura, negli allevamenti, nei laboratori clandestini, tra le badanti; è tratta di essere umani l’impiego in attività criminali come lo spaccio, i furti, o come la manovalanza per altre attività criminali; lo è l’accattonaggio, la riduzione in schiavitù e la compravendita di organi. A tutto ciò la società civile e la politica devono dire basta».

«È molto positiva – dice Monica Quanilli – presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto – la presenza all’interno del progetto N.A.VE – Network Antitratta per il Veneto, della Regione Veneto, che già da anni finanziava interventi per azioni rivolte alle persone vittime di sfruttamento sessuale. Contemporaneamente, auspichiamo un sempre maggiore coordinamento delle azioni tra tutti i soggetti coinvolti, in particolare degli enti locali e delle aziende sociosanitarie, che possono assumere ruoli primari nell'affrontare problematiche così complesse, anche per avere sempre maggiore uniformità di intervento tra i differenti territori. Serve anche una cultura dell'accoglienza, della fiducia, della dignità umana, del rispetto delle regole e della legalità, che porti tutti i cittadini a schierarsi contro le varie forme di criminalità che rendono schiave le persone e favoriscono l'insicurezza e la diffusione di crimini contro le persone e la sicurezza sociale (sfruttamento della prostituzione, spaccio, furti, riciclaggio di denaro, usura…)».

Il Numero verde contro la Tratta (800 290 290), attivo 24 ore su 24, è gratuito e anonimo e possono telefonare tutte le potenziali vittime o le persone private o rappresentanti di enti pubblici o privati, relativamente a questioni inerenti la tratta. L'iniziativa promossa dal Dipartimento per le Pari Opportunità del Consiglio dei Ministri è finalizzata a favorire l'emersione delle potenziali vittime di tratta.

In Veneto decima Giornata Europea contro la tratta di esseri umani viene celebrata a:

Castelfranco Veneto (*Istituto Nightingale* – ore 12.00)
Chioggia (Piazza del municipio ore 18.00)
Mira (via Venezia 161 Oriago – ore 12.00)
Padova (piazzale Stazione Ferroviaria – ore 12.00)
Spinea (Municipio di Spinea – Ore 18.00 (CISM))
Treviso (Piazza dei Signori – Ore 12.00)
Verona (Stazione Porta Nuova – ore 12.00)
Vicenza (Piazzetta Palladio – ore 12.00)
Venezia (Stazione Santa Lucia – ore 12.00)

Per ogni informazione si può visitare il sito dell’Osservatorio Antitratta.