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assemblea mestreVenezia, 12 maggio 2016 – La presidente dell’Ordine Monica Quanilli: «Le sfide che dobbiamo affrontare sono sempre più complesse, servono più risorse, umane ed economiche»

Da una parte il moltiplicarsi dei bisogni e la necessità di affrontare sfide sempre più complesse, dall’altra la riduzione delle risorse disponibili. Stretti tra queste due emergenze gli assistenti sociali del Veneto della Provincia di Venezia si riuniscono in assemblea domani, venerdì 13 maggio 2016, al Palaplip di via san Donà 195, a Carpenedo di Mestre (VE), dalle 9 alle 13. L’incontro, che chiude la serie di assemblee provinciali organizzate dal Consiglio regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto, sarà l’occasione per un confronto sui temi del servizio sociale – dai minori agli anziani, dall’immigrazione alla disabilità – e sull’evoluzione della professione. «Anche in provincia di Venezia gli assistenti sociali devono affrontare sfide sempre più complesse – rileva la presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto Monica Quanilli – mentre cala la disponibilità di risorse economiche e i professionisti devono fare i conti con una precarietà strisciante che colpisce anche aree un tempo all’avanguardia per dotazioni e competenze. Occorre quindi rafforzare la dotazione dei servizi sociali, sia in termini di risorse umane che di fondi per gli interventi».

 

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Verona, 15 aprile 2016 – Nelle ULSS veronesi un assistente sociale su tre a rischio precarietà, ogni due assunti, un posto viene affidato a cooperative esterne
Domani a Verona assemblea degli iscritti all’ordine veneto

La presidente dell’Ordine Monica Quanilli: «L’esternalizzazione è sempre più diffusa, ma non garantisce certo costi minori. Occorre far ripartire le assunzioni»

assemblea Verona aprile 2016Tra gli assistenti sociali attivi nelle aziende ULSS 20, 21 e 22 dell’area veronese a fronte di 116 assunti direttamente dalle aziende sanitarie, 51 sono impiegati attraverso una cooperativa a cui è affidato un appalto esterno. Il quadro che emerge da un’autonoma rilevazione dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto crea preoccupazione tra i professionisti e sarà uno dei temi al centro dell’assemblea degli assistenti sociali veronesi che si terrà domani, sabato 16 aprile 2016, dalle 9 alle 13, presso l’Auditorium del Banco Popolare, in viale delle Nazioni 4, a Verona.

Il dato è molto più marcato rispetto a quanto rilevato, attraverso un questionario dell’Ordine ai propri iscritti, nel corso dell’anno scorso, in una trentina di comuni della provincia di Verona. In quella occasione, era emerso come su 108 assistenti sociali attivi negli enti locali interessati, compreso il capoluogo, 20 fossero impiegati attraverso un incarico esterno a una cooperativa o diretto, con contratto precario o partita IVA.

«Purtroppo – rileva la presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto Monica Quanilli – si tratta di una situazione sempre più diffusa in Veneto. Di recente abbiamo registrato notizie preoccupanti sul caso del comune di Padova che sembrerebbe intenzionato ad appaltare interamente i servizi sociali alla ULSS padovana. E da tempo, nell’area dell’Opertigino Mottense, diversi piccoli comuni hanno interamente appaltato i servizi sociali a cooperative esterne, così come è accaduto in vaste zone del Bellunese».

Si tratta di una scelta pericolosa, prosegue Quanilli: «Delegare a un altro ente o appaltare a una cooperativa il servizio sociale mette a rischio il lavoro dei professionisti, che possono perdere il lavoro senza colpa in caso di perdita di un appalto da parte della propria cooperativa. Inoltre l’affido a cooperative non si traduce quasi mai in un risparmio economico, anzi comporta spesso costi maggiori».

Per Quanilli, «serve una svolta netta: occorre che la Regione rilanci il turn-over nel settore della sanità e che i comuni puntino su soluzioni diverse, a partire dalle opportunità offerte dalle Unioni comunali, per non abdicare al proprio ruolo nelle politiche sociali e garantire ai cittadini un servizio adeguato».

L’assemblea degli iscritti, dal titolo #vedounsoloOrdine, si inserisce nella serie di appuntamenti sul territorio promossi dall’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto, sarà l’occasione per presentare le attività svolte, le recenti novità per la comunità professionale, ma soprattutto per dare spazio a domande e riflessioni dei professionisti e progettare le iniziative future.

Sul nuovo sito www.assistentisociali.veneto.it si possono trovare gli ultimi aggiornamenti, le notizie e gli appuntamenti sul mondo degli assistenti sociali del Veneto.

Nelle ULSS veronesi un assistente sociale su tre a rischio precarietà,

ogni due assunti, un posto viene affidato a cooperative esterne

Domani a Verona assemblea degli iscritti all’ordine veneto

 

La presidente dell’Ordine Monica Quanilli: «L’esternalizzazione è sempre più diffusa, ma non garantisce certo costi minori. Occorre far ripartire le assunzioni »

 

Verona, 15 aprile 2016 – Tra gli assistenti sociali attivi nelle aziende ULSS 20, 21 e 22 dell’area veronese a fronte di 116 assunti direttamente dalle aziende sanitarie, 51 sono impiegati attraverso una cooperativa a cui è affidato un appalto esterno. Il quadro che emerge da un’autonoma rilevazione dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto crea preoccupazione tra i professionisti e sarà uno dei temi al centro dell’assemblea degli assistenti sociali veronesi che si terrà domani, sabato 16 aprile 2016, dalle 9 alle 13, presso l’Auditorium del Banco Popolare, in viale delle Nazioni 4, a Verona.

 

Il dato è molto più marcato rispetto a quanto rilevato, attraverso un questionario dell’Ordine ai propri iscritti, nel corso dell’anno scorso, in una trentina di comuni della provincia di Verona. In quella occasione, era emerso come su 108 assistenti sociali attivi negli enti locali interessati, compreso il capoluogo, 20 fossero impiegati attraverso un incarico esterno a una cooperativa o diretto, con contratto precario o partita IVA.

 

«Purtroppo – rileva la presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto Monica Quanilli – si tratta di una situazione sempre più diffusa in Veneto. Di recente abbiamo registrato notizie preoccupanti sul caso del comune di Padova che sembrerebbe intenzionato ad appaltare interamente i servizi sociali alla ULSS padovana. E da tempo, nell’area dell’Opertigino Mottense, diversi piccoli comuni hanno interamente appaltato i servizi sociali a cooperative esterne, così come è accaduto in vaste zone del Bellunese».

 

Si tratta di una scelta pericolosa, prosegue Quanilli: «Delegare a un altro ente o appaltare a una cooperativa il servizio sociale mette a rischio il lavoro dei professionisti, che possono perdere il lavoro senza colpa in caso di perdita di un appalto da parte della propria cooperativa. Inoltre l’affido a cooperative non si traduce quasi mai in un risparmio economico, anzi comporta spesso costi maggiori».

 

Per Quanilli, «serve una svolta netta: occorre che la Regione rilanci il turno over nel settore della sanità e che i comuni puntino su soluzioni diverse, a partire dalle opportunità offerte dalle Unioni comunali, per non abdicare al proprio ruolo nelle politiche sociali e garantire ai cittadini un servizio adeguato».

 

L’assemblea degli iscritti, dal titolo #vedounsoloOrdine, si inserisce nella serie di appuntamenti sul territorio promossi dall’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto, sarà l’occasione per presentare le attività svolte, le recenti novità per la comunità professionale, ma soprattutto per dare spazio a domande e riflessioni dei professionisti e progettare le iniziative future.

 

Sul nuovo sito www.assistentisociali.veneto.it si possono trovare gli ultimi aggiornamenti, le notizie e gli appuntamenti sul mondo degli assistenti sociali del Veneto.

Assistenti sociali del Comune di Padova, la presidente dell’Ordine del Veneto Quanilli: «Il Comune non abdichi al proprio ruolo»
«Le carenze di organico sono una costante di questi ultimi anni, ma a Padova la situazione ha assunto una dimensione allarmante »

Padova, 9 aprile 2016 – In merito alle notizie di stampa sul possibile delega delle attività del servizio sociale della Città di Padova alla Azienda ULSS padovana, che hanno provocato la reazione delle RSU del Comune, la presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto Monica Quanilli esprime viva preoccupazione: «Il Comune non può abdicare al suo ruolo di governance dei servizi sociali: i cittadini hanno conferito un preciso mandato all’attuale amministrazione anche per la gestione del Welfare e delle azioni a sostegno delle persone fragili. Penso soprattutto agli anziani non autosufficienti e ai minori, alle famiglie e alle politiche dell’abitare, senza dimenticare la grave marginalità».

Inoltre, prosegue Quanilli, «delegare a un altro ente tali attività non si traduce necessariamente in un risparmio economico, bensì riduce le possibilità di un intervento più mirato e incisivo.
Le carenze di organico tra gli assistenti sociali sono una costante di questi ultimi anni in tutti i servizi, ma per il Comune di Padova la situazione ha assunto una dimensione allarmante. Occorre davvero un’inversione di rotta».