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Si riportano in questa pagina le informazioni relative ai pagamenti delle quote di iscrizione, tenendo le informazioni anche degli anni precedenti.
Si ribadisce che il versamento del contributo annuo è atto dovuto da parte dell'iscritto e che il mancato versamento comporta l'avvio di procedimento disciplinare. Si ricorda che, per non essere tenuti al pagamento della quota per l'anno successivo, va richiesta la cancellazione dall'albo entro il 31 dicembre dell'anno in corso. Si precisa inoltre che la cancellazione dall'albo comporta la conseguente impossibilità all'esercizio della professione.

A fondo pagina è presente una tabella con gli importi delle quote dei vari anni.

Si riportano a fondo pagina inoltre notizie sulla sentenza della Corte di Cassazione n.7776/2015 relativa alla possibilità di chiedere per i pubblici dipendenti di chiedere il rimborso del versamento della quota annuale.

Quota anno 2017

Aggiornamento al 26/07/2017
Si comunica che la tassa di iscrizione all'Albo per il 2017 può essere pagata entro il termine del 28/09/2017 attraverso il MAV senza l'applicazione di maggiorazioni.

Si avvisano gli iscritti che il bollettino per il pagamento della quota annuale 2017 verrà recapitato per posta ad ognuno entro la fine di maggio  e il pagamento dovrà essere effettuato entro la fine di giugno.

Si può pagare anche con bonifico on line specificando il n. identificativo del bollettino mav - non serve il codice iban dell'Ordine.

Elenco importi delle quote annuali

anno 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002
quota 120.000 lire 120.000 lire 120.000 lire 150.000 lire 150.000 lire 77,00 euro 77,00 euro
anno
2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
sezione B 130,00 euro 130,00 euro 130,00 euro 130,00 euro 130,00 euro 130,00 euro 130,00 euro
sezione A 142,00 euro 142,00 euro 142,00 euro 142,00 euro 142,00 euro 142,00 euro 142,00 euro
anno
2010
2011
2012 2013 2014 2015 2016*
sezione B 130,00 euro 130,00 euro 130,00 euro 130,00 euro 138,00 euro 138,00 euro 136,00 euro
sezione A 142,00 euro 142,00 euro 142,00 euro 142,00 euro 152,00 euro 152,00 euro 136,00 euro
prime iscrizioni         27,00 euro 27,00 euro 27,00 euro
anno 2017            
quota unica 136,00 euro            
prime iscrizioni 27,00 euro            
* i colleghi che nel 2015 sono passati da albo B ad albo A in virtù del sentenza TAR Lazio n. 5631/2014, dovranno versare 150 euro, che comprendonola quota di 14 euro non versata nel 2015

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

01/06/2016
Si pubblica la nota del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato trasmessa da parte del CNOAS e relativa alla sentenza della Corte di Cassazione n.7776/2015.


22/12/2015
Lettera della Presidente Mordeglia al Ragioniere generale dello Stato in merito al parere di data 19 ottobre 2015 ed all'obbligatorietà di iscrizione all'Albo per l' esercizio della professione di Assistente sociale. La nota puntuale entra nel merito dei profili giuridici concernenti l'esercizio professionale, sia in regime di dipendente che di lavoro autonomo, e della richiesta di rimborso del contributo annuale.


29/07/2015
La sentenza della Corte di Cassazione n.7776/2015 ha sancito che il pagamento della quota d’iscrizione all’albo professionale di alcuni avvocati dipendenti di una pubblica amministrazione, con vincolo di esclusività di rapporto, essendo un costo per lo svolgimento dell’attività “deve gravare” sul datore di lavoro pubblico e non sul lavoratore.
Tale sentenza sembra sancire  che l’enunciato possa essere esteso a tutti i professionisti, come gli Assistenti Sociali,  "che lavorano  nell’interesse esclusivo di un Ente e sono tenuti al pagamento della tassa annuale di iscrizione negli Albi professionali ed elenchi ufficiali“; si affermerebbe quindi che i “professionisti che svolgono la loro attività in modo esclusivo presso un Ente, hanno diritto al rimborso, da parte del datore di lavoro, del costo  sostenuto a titolo di quota di iscrizione,  in quanto questi è obbligato a tenere indenne il lavoratore dalle spese connesse all’esecuzione della prestazione".

Sentito il parere legale del consulente di questo Ente si ricorda che il ricorso può essere promosso davanti al Giudice del Lavoro dall’assistente sociale dipendente di una pubblica amministrazione; qualora l’amministrazione dovesse rigettare con espressa delibera una eventuale richiesta avanzata in tale senso.
Al momento si tratta pertanto di un precedente che potrebbe essere speso di fronte al giudice competente.

I documenti scaricabili e link: