L’ultimo contratto nazionale di lavoro del comparto Sanità (2022-2024) aveva introdotto tutele specifiche contro le aggressioni estese al personale sociosanitario come le e gli assistenti sociali che operano in ambito sanitario. Ma, con la firma definitiva del CCNL Funzioni Locali (2022-2024) avvenuta a febbraio 2026, e la successiva firma della pre-intesa per il CCNL 2025-2027 a luglio 2026, le tutele contro le aggressioni sono state previste in modo strutturale anche per il comparto degli Enti Locali.
Le principali novità del 2026 sono:
*La copertura delle spese legali a carico dell’Ente per i dipendenti pubblici (inclusi assistenti sociali) che rimangono vittime di aggressioni fisiche o verbali nell’esercizio delle loro funzioni. L’Ente assume gli oneri della difesa per i diversi gradi del giudizio e per le attività preliminari necessarie e può costituirsi parte civile. È inoltre prevista la possibilità di assicurare, su richiesta della persona aggredita, un supporto psicologico.
*Il monitoraggio e l’Osservatorio Nazionale Paritetico. Nel CCNL Funzioni Locali firmato a febbraio 2026 è prevista, tra le materie di confronto, l’adozione di linee generali finalizzate alla prevenzione delle aggressioni e delle molestie sul lavoro. Il contratto prevede inoltre un Osservatorio paritetico presso l’ARAN, quale sede di confronto sulle questioni contrattuali di rilevanza generale.
*Il rafforzamento delle tutele contro la violenza. A livello legislativo, negli ultimi anni sono state rafforzate le tutele penali nei confronti delle aggressioni commesse ai danni di alcune categorie di professionisti nell’esercizio delle loro funzioni. Si tratta di un quadro normativo che si affianca alle nuove tutele introdotte dalla contrattazione collettiva e che conferma la crescente attenzione alla sicurezza di chi opera nei servizi pubblici e nei servizi alla persona.
Le aggressioni non possono essere considerate un rischio inevitabile del lavoro sociale. La tutela di chi ogni giorno opera nei servizi richiede non soltanto strumenti di intervento successivi all’aggressione, ma soprattutto prevenzione, organizzazioni adeguate, ambienti di lavoro sicuri e una chiara assunzione di responsabilità da parte degli Enti.
Il PRIMO OTTOBRE IL QUESTIONARIO
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