È nella cornice di una nebbia autunnale che da ieri la citta di L’Aquila ospita la conferenza degli uffici di presidenza, consueto momento di incontro e scambio sulla professione dei consigli regionali con il consiglio nazionale.
I lavori sono iniziati con un convegno dal titolo “ricostruire e curare le comunità” dove è stata proposta una riflessione sul ruolo della professione durante e dopo un’emergenza. Molti e coinvolgenti interventi hanno ripercorso il lavoro dei colleghi e delle colleghe abruzzesi durante il terremoto del 2009, da cui emerge come il nostro ruolo non sia solo nel garantire l’assistenza, ma anche nel ricostruire le comunità e sostenere le persone nel loro desiderio di autodeterminazione e non solo di sopravvivenza…anche quando, dopo il primo momento di grande solidarietà, l’attenzione viene meno, ma rimane il bisogno di risaldare i legami e il senso di appartenere a una comunità.
Numerosi i contributi politici e tecnici a livello locale e nazionale sull’importanza della prevenzione e della preparazione degli operatori ad intervenire in caso di emergenza. Le voci di altri ordini professionali hanno accompagnato la riflessione sulle nuove emergenze, spesso silenziose, che ogni giorno incontriamo e sulla necessità imprescindibile di investire nel lavoro multidisciplinare per poterle affrontare in modo efficace. Il confronto ha riguardato anche temi delicati come la comunicazione del nostro lavoro e la necessità di imparare a raccontarlo, scegliendo con cura le parole, soprattutto quando vengono usate per descrivere le parti più fragili della popolazione.
Ha concluso il convegno la Presidente Rosina, che ha richiamato alla responsabilità: quella dell’Assistente Sociale nel ricostruire, laddove le comunità sono messe alla prova dalle emergenze; la responsabilità di parlare prima che l’emergenza diventi tale e di “non lasciare dentro le cartelle ciò che accade al singolo” in quanto ciò che accade al singolo può essere segnale di un fenomeno emergente.
La Presidente ha ricordato l’importanza della responsabilità condivisa, perché non possiamo continuare a chiedere ai professionisti di tenere insieme qualcosa che il sistema non cura e non valorizza, chiedendo alla professione di gestire le conseguenze di decisioni prese altrove.
I lavori continueranno nella giornata di oggi con riflessioni sul futuro della professione e sul ruolo dei consigli territoriali.

