Il convegno “Solo nel buio si rivelano le stelle” si propone come evento finale di “Tra Zenit e Nadir: rotte educative in mare aperto”, un progetto selezionato con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Verranno presentati i risultati ottenuti nelle diverse attività previste nei territori coinvolti dall’iniziativa nelle regioni Veneto e Lombardia e nella provincia di Trento. Si presenteranno alcune esperienze territoriali come esempi delle prassi metodologiche e operative che sono state realizzate per aiutare, sostenere e accompagnare minorenni e giovani adulti coinvolti nel circuito penale. Successivamente, il convegno prevede l’intervento di esperti che indicheranno quali processi si possono mettere in atto per affrontare la tematica dei minorenni che commettono reato. Concluderà l’evento una tavola rotonda in cui si cercherà di indicare alcuni percorsi futuri realizzabili e attuabili.
Nel corso del convegno verrà anche presentato il volume dal titolo Solo nel buio si rivelano le stelle. L’esperienza del progetto Tra Zenit e Nadir: rotte educative in mare aperto, che illustra le articolate e diverse attività realizzate dal progetto con un approfondimento teorico-metodologico.
ll progetto “Tra Zenit e Nadir: rotte educative in mare aperto” si è posto l’obiettivo di promuovere e facilitare l’adozione del paradigma della giustizia riparativa come prassi metodologica per l’approccio ai minorenni coinvolti in procedimenti penali e alle loro famiglie. Questo progetto è stato frutto della consolidata collaborazione nel campo della giustizia riparativa tra la Fondazione Don Calabria per il Sociale e il CNCA. L’obiettivo principale del progetto è stato quello di ridurre nel tempo il rischio di recidiva tra i minorenni autori di reato che sono sotto l’attenzione degli USSM. Il modello di intervento siè basato sulla relazione tra l’autore del reato, la vittima e la comunità locale di appartenenza, considerando il reato come una rottura di questa relazione e interpretando l’azione riparativa come un’opportunità per ricostruire un senso di appartenenza reciproca.