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Cos’è il Servizio Sociale?

Per Servizio Sociale si intende l’area di conoscenza scientificamente fondata, collocata all’interno delle scienze sociali, e conseguentemente l’attività operativa esercitata dall’Assistente Sociale, professionista formato per questa competenza, al fine di rispondere ai compiti e alle funzioni affidati alla professione in gran parte da leggi dello Stato. Oggi, in particolar modo, si fa riferimento alla legge 328/00, art. 22, che colloca il Servizio Sociale Professionale all’interno del sistema degli interventi e dei servizi sociali alla persona dovuti dalla Pubblica Amministrazione, quindi tra i livelli essenziali di assistenza.

Il Servizio Sociale è in questi termini raccomandato in più occasioni dai ministri della comunità europea agli Stati membri (si cita la raccomandazione più recente, la Rec. 17/01/2001, del comitato dei Ministri degli esteri).

Quando si parla di Servizio Sociale, si fa riferimento ad interventi di aiuto tecnico professionale, di un professionista ordinato dallo Stato per l’assistenza sociale alla persona, alla famiglia, ai gruppi, alla comunità ed all’area di conoscenza scientificamente fondata, collocata all’interno delle scienze

sociali, sulla quale si fonda la formazione dell’Assistente Sociale.

Storia

La presenza significativa degli Assistenti Sociali e quindi la nascita reale del Servizio Sociale in Italia, si colloca negli anni 1946-48 dopo la seconda guerra mondiale, per fare fronte alla situazione di enorme degrado sociale ed economico del Paese.

L’Assistente Sociale, sin dall’inizio, riceve un importante apprezzamento per l’impegno e l’abnegazione con cui partecipa alla ricostruzione del tessuto sociale, culturale e civile del Paese, esprimendo da subito un modo nuovo di lavorare, con le persone e per le persone. Metodo ispirato a valori e principi che riconoscono l’individuo come soggetto attivo e che si fonda sui concetti di dignità umana, sugli ideali di giustizia, equità e solidarietà sociale, e si caratterizza come intervento sempre più di sicurezza sociale, con un approccio e una lettura dei problemi, intesi non solo come problematiche individuali, bensì legate alla comunità, da affrontarsi con progetti mirati a politiche e

interventi di ampia portata. Gli Assistenti Sociali sentirono subito il bisogno di definire la specificità del loro operare, il campo d‘azione, il livello d’intervento, gli strumenti propri, il rapporto con l’istituzione statale, con l’organizzazione socio assistenziale e con la società civile.

La professione, tuttavia, per lunghi anni ha operato riconosciuta dalla società, ma priva del riconoscimento giuridico e con sedi di formazione prevalentemente private e solo poche sedi accademiche riconosciute come scuole dirette a fini speciali, in grado di rispondere alle peculiarità formative professionalizzanti (tirocinio accademico), nonostante la prevista presenza di

questo profilo professionale in molte leggi di settore.

La definizione del profilo professionale dell’Assistente Sociale fu affrontata per la prima volta a livello istituzionale, insieme a quella di altre operatività sociali, negli anni 80 (Commissione per i profili professionali del Ministero dell’Istruzione).